Assicurazioni, tagliati gli indennizzi per gli incidenti stradali

Fate bene attenzione a non farvi male alla guida di un mezzo o a non farvi investire. Insomma, restate abili e sani (se potete) perché la crisi si è mangiata (o meglio: si potrebbe rosicchiare), un 15% abbondante degli attuali indennizzi di invalidità. Infatti, il recente disegno di legge Concorrenza – se mai passerà al vaglio parlamentare per come è uscito la settimana scorsa da Palazzo Chigi – ritocca al ribasso le basi di calcolo degli indennizzi. In sostanza: ogni punto di invalidità varrà un po’ meno. Si passerà da 795,91 euro a 674,78, -15%. Una limatura non di poco conto: e anche se le nuova tabelle ancora non ci sono, si è già stimato che con questa limatura le assicurazioni risparmieranno milioni, decine di milioni di mancati (o minori) indennizzi.

Spiega tecnicamente l’avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti, esperto proprio in contenziosi sanitari/assicurativi del Foro di Roma: «Il provvedimento andrà ad abbattere considerevolmente la misura dei risarcimenti per le vittime di incidenti stradali, in quanto, oltre a ridurre la base di calcolo (punti di invalidità, ndr) per i danni di lieve entità derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è andata a riformulare la denominazione degli articoli 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni Private, sostituendo la dicitura “danno biologico” in “danno non patrimoniale”». E non si tratta di un cambiamento di «poco conto», approfondisce l’avvocato Pellegrini Quarantotti, «visto che l’importo indicato nelle tabelle nazionali, a questo punto, rischia di vedere ricompreso anche il cosiddetto danno morale che rientrante nella più ampia categoria del danno non patrimoniale, che, fino ad oggi», conclude l’esperto, «veniva liquidato, invece, come posta risarcitoria autonoma rispetto al danno biologico».

Insomma, con questo giochino le assicurazioni risparmieranno un bel po’ di quattrini, e uno stesso danno subito nel 2014 verrà risarcito più vantaggiosamente, mentre se verrà approvato il disegno di legge del governo, allo sfortunato incidentato dal prossimo anno verrà riconosciuto un indennizzo sicuramente minore.
Da giorni gli esperti delle associazioni dei consumatori si sgolano spiegando che se dovesse passare questa riforma ai cittadini sarà recapitata una sonora fregatura. Federconsumatori lo spiega così: «Numerose sentenze di Cassazione hanno ribadito che, per la liquidazione del danno biologico, occorre fare riferimento alle Tabelle del Tribunale di Milano (già basse per i danni), che l’Ania ed il governo vogliono dimezzare, cassando così equi risarcimenti consolidati dal diritto sul danno alla salute». Il governo, con la sforbiciata annunciata venerdì scorso, si proponeva di rendere un po’ meno rigido il nostro sistema assicurativo (paghiamo un costo medio Rc Auto superiore a tutti gli altri Paesi europei, un abbondante 30%), e invece che aumentare i premi in caso di danni invalidanti, come si potrebbe logicamente ipotizzare, sembra aver accolto l’indicazione sussurrata da tempo delle compagnie assicurative.

Ma non basta. Infatti, mettendo mano al capitolo assicurazioni il governo è anche riuscito a far infuriare i riparatori di auto, aprendo – a loro dire – la strada al monopolio delle grandi compagnie pure nel campo delle riparazioni: «Errare è umano», ha tuonato il presidente dei Carrozzieri di Confartigianato Silvano Fogarollo, «ma perseverare è diabolico. Per l’ennesima volta, con le misure in tema di Rc Auto, assistiamo al tentativo di consegnare il mercato delle riparazioni auto nelle mani delle assicurazioni. Questo», taglia corto Fogarollo, «in nome di una presunta liberalizzazione, e senza tener conto che una misura identica era giù stata stralciata nel 2014 dal Decreto Destinazione Italia e che in Parlamento sono state presentate proposte di legge proprio su questa materia». La minaccia, ora, è che il prossimo 7 marzo possano invadere Roma proprio i carrozzieri, anche perché se il ddl confermerà l’impianto anticipato da Renzi ci ritroveremo con oltre «il 50% delle carrozzerie private sul lastrico».

di Antonio Castro

Le assicurazioni non fanno breccia nel cuore dei nativi digitali Le Compagnie chiamate fare un passo in avanti per adeguare l’offerta ai nuovi stili di consumo di Federica Pezzatti 4. Assicurazioni e digitale / Sempre connessi My24 Il Word insurance report di Cap Gemini ha rilevato un livello di maturità digitale degli assicuratori non sufficiente in sette ambiti core tra quelli che possono aiutare a migliorare l’esperienza del cliente e a meglio capitalizzare le opportunità rappresentate dai fattori dirompenti di cambiamento del mercato. Gli assicuratori segnano il punteggio più basso in connessione e coinvolgimento continuo del cliente, così come per quello che concerne una visione più completa dei dati del cliente e della relazione. Il report dimostra che la maggior parte degli assicuratori sono connessi con i propri clienti ad un livello basico. Offrono servizi lungo un’ampia gamma di canali, ma in modo poco integrato. Similmente, la maggior parte degli assicuratori non intraprende un rapporto abbastanza continuo con i propri clienti o non è in grado di personalizzare i contenuti in funzione dei differenti segmenti di clientela. Gli assicuratori sono, inoltre, in difficoltà nel raccogliere le informazioni necessarie ad avere una visione completa del rapporto con il cliente. Mentre la maggior parte delle compagnie registra e immagazzina dati concernenti i clienti, molte sono incapaci di sfruttarli al meglio e di identificare i diversi comportamenti, le preferenze, oppure di avere una visione completa e real time dei propri clienti. di Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/tNk1n4

Assicurazioni, tagliati gli indennizzi per gli incidenti stradali

Nel dl Concorrenza appena elaborato dal Palazzo Chigi le basi di calcolo degli indennizzi sono state ritoccate al ribasso. Ecco cosa cambia

 Qualora dovesse passare al vaglio del parlamento, le basi di calcolo degli indennizzi verrebbero ritoccate al ribasso. Come denuncia Antonio Castro su Libero, si passerà da 795,91 a 674,78 euro. Una limatura che farà risparmiare alle assicurazioni svariati milioni di euro lasciando (quasi) a bocca asciutta gli incidentati.

Già paghiamo la Rc Auto più alta di tutta Europa. In media un abbondante 30% in più. Adesso ci toccherà anche subire i tagli degli indennizzi di invalidità. “Il provvedimento – spiega l’avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti a Libero – andrà ad abbattere considerevolmente la misura dei risarcimenti per le vittime di incidenti stradali, in quanto, oltre a ridurre la base di calcolo (punti di invalidità, ndr) per i danni di lieve entità derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è andata a riformulare la denominazione degli articoli 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni Private, sostituendo la dicitura ‘danno biologico’ in ‘danno non patrimoniale'”. In questo modo le assicurazioni risparmieranno un sacco di soldi. Se dovesse passare la riforma voluta daMatteo Renzi, i cittadini si troveranno col cerino in mano. Tanto che, da diversi giorni, le associazioni dei consumatori accusano il governo. “Numerose sentenze di Cassazione – fa notare Federconsumatori – hanno ribadito che, per la liquidazione del danno biologico, occorre fare riferimento alle Tabelle del Tribunale di Milano (già basse per i danni), che l’Ania ed il governo vogliono dimezzare, cassando così equi risarcimenti consolidati dal diritto sul danno alla salute”.

Infortuni Individuali Sportivi

Garantiscono l’indennizzo in caso di morte o invalidità permanente da infortunio e da malattia. Questo tipo di garanzie differiscono da quelle stipulate dai non professionisti per la possibilità di includere le supervalutazioni specifiche che naturalmente tengono conto del tipo di sport praticato.

La soluzione ARISCOM prevede una tariffa articolata per età e somma assicurata che è in evidenza all’art. 30 delle condizioni, a titolo di esempio:

ASSICURATO DI 22 ANNI CON UN CAPITALE DI € 1.000.000,00 per MORTE, INVALIDITA’ PERMANENTE DA INFORTUNIO E DA MALATTIA

  • 12 X 600.000 = € 7.200
  • 10 X 400.000 = € 4.000
  • TOTALE PREMIO ANNUO FINITO = € 11.200 DUNQUE UN TASSO COMPLESSIVO DEL 11,2 PROMILLE FINITO

La soluzione UNIPOLSAI non prevede una tariffa predeterminata ma si riserva di determinare il costo in base alle informazioni rese nel questionario proposta, esclusivamente per le garanzie MORTE e INVALIDITA’ PERMANENTE DA INFORTUNIO escludendo l’invalidità permanente da malattia.

Per ottenere la disponibilità degli assicuratori è necessario che il questionario-proposta sia debitamente compilato in maniera leggibile in ogni sua parte e in caso di infortunio specificare più possibile il tipo di sinistro e le eventuali conseguenze (meglio se si allega documentazione sanitaria in possesso) in caso, specificare “ senza nessuna conseguenza” o “in corso di valutazione”.

Ciò contribuisce ad una maggiore efficienza nel processo di valutazione del rischio, altrimenti siamo costretti a dover gestire dei rifiuti a dover subire delle limitazioni o esclusioni dalla garanzia.

Il tutto va inviato utilizzando il form seguente allegando questionario proposta ed eventuale documentazione sanitaria. Per qualsiasi ulteriore informazione è necessario utilizzare la seguente mail:rischisportivi@arbassicurazioni.com

Dopo la Svizzera, ora anche il Liechtenstein dirà addio al segreto bancario: domani l’Italia firmerà un accordo con il principato sullo scambio di informazioni fiscali secondo lo standard Ocse e simile a quello siglato con Berna. Con Monaco sono stati avviati i primi contatti e sarebbe allo studio un’intesa con il Vaticano.

Questi accordi daranno una spinta alla voluntary disclosure, la sanatoria per l’emersione dei fondi nascosti all’estero, stimati in 150-200 miliardi, attraverso l’autodenuncia dell’evasore in cambio di uno sconto sulle sanzioni amministrative e penali, ma dietro il pagamento delle imposte. Il Liechtenstein esce dalla «black list» dei Paesi che l’Italia considera non collaborativi sul piano fiscale. L’effetto su chi aderisce alla voluntary disclosure è che non subirà il raddoppio delle sanzioni (saranno del 3%) e del periodo di accertamento (sulle attività tra il 2005 e il 2009 cadrà la prescrizione).
La data di lunedì prossimo, 2 marzo, è la dead line anche per eventuali accordi con il Vaticano, considerato “di fatto” un Paese non collaborativo ai fini fiscali, come è ancora non equivalente per la legislazione antiriciclaggio. Se ci fosse un’intesa, per chi aderisse alla voluntary disclosure i termini di accertamento del fisco italiano si fermerebbero, così come prevede la legge, al 2009, senza risalire al 2005 e le sanzioni sarebbero alleggerite. Non c’è nessuna conferma sull’eventuale trattativa Italia-Santa Sede, ma si tratta di un passaggio che in Italia viene ritenuto importante.
Già nel luglio 2014, il presidente uscente dello Ior, Ernst von Freyberg aveva annunciato che «i clienti dello Ior nel prossimo futuro dovranno tutti dimostrare di pagare le tasse nei Paesi d’origine, a cominciare dall’Italia. Lo Ior, insomma, non funzionerà più da paradiso fiscale». Intanto, alla fine di dicembre 2014 il Vaticano ha sottoscritto l’accordo Fatca con gli Usa. Si tratta della legge federale che prescrive che i cittadini americani che vivono fuori dei confini dichiarino i conti posseduti all’estero e richiede alle istituzioni finanziarie straniere di riferire all’ Internal Revenue Service (IRS) sui propri clienti statunitensi.
«È finita un’era – osserva Stefano Simontacchi, managing partner di Bonelli Erede Pappalardo –. Con la crisi è cresciuta l’intolleranza a livello politico verso l’evasione e l’elusione fiscale. Su spinta degli Stati Uniti, sulla scia dei casi Apple, Google e Amazon, si è andati verso una significativa revisione della fiscalità internazionale e della trasparenza tra gli Stati, su cui si sta impegnando l’Ocse con il programma di contrasto all’evasione chiamato Beps». Lo scenario mondiale sta cambiando. «Gli accordi con la Svizzera e con il Liechtenstein sono molto importanti per la voluntary disclosure perché danno la possibilità di accedere a degli sconti – spiega Carlo Galli, responsabile del dipartimento Tax di Clifford Chance –: quello con Berna per le masse interessate, quello con il principato perché mostra la continuità nel perseguire la trasparenza. Sul piano dello scambio su richiesta di informazioni fiscali, l’Italia ha anche stipulato e già ratificato accordi con le Isole Cook, Jersey, Gibilterra e Isola di Man. Con le Cayman è in corso di ratifica e con le Bermuda è in attesa. Nessuno risulta però ancora in vigore».
Francesca Basso
M. Antonietta Calabrò

© RIPRODUZIONE RISERVATA  FONTE  CORRIERE DELLA SERA

http://www.assinews.it/articolo_stampa_oggi.aspx?art_id=28373

 

Colpa grave in base a chiarezza e precisione della norma

di Beatrice Migliorini

Magistrati, cambia la colpa grave. Le toghe, infatti, potranno risponderne (se pur in via indiretta) in tutti i casi in cui sussisterà una violazione manifesta della legge, anche europea, o in tutti casi in cui saranno travisati fatti o prove. Il tutto, alla luce della chiarezza della norma. Non solo. Il rischio di imbattersi nella colpa grave sussisterà ogni qual volta sarà emesso un provvedimento cautelare personale o reale senza motivazione o fuori dai casi previsti dalla legge e ogni qual volta sarà affermato o negato un fatto la cui esistenza risulti o meno dagli atti del procedimento. Questa una delle colonne portanti del testo sulla responsabilità civile dei magistrati che, in queste ore, è al vaglio dell’aula della camera per la seconda e ultima lettura. Il testo, infatti, rimasto inalterato nel passaggio in commissione giustizia a Montecitorio dopo essere stato licenziato dal senato alla fine del novembre scorso (si veda ItaliaOggi del 21 novembre 2014), si appresta a non subire modifiche nemmeno in Aula. E il via libera definitivo è atteso per oggi. Ieri, infatti, come annunciato dal relatore di minoranza Andrea Colletti (M5S), il viceministro della giustizia Enrico Costa ha bocciato tutte le proposte di modifica presentate. Si appresta, quindi, ha trovare conferma l’impianto normativo in base al quale lo stato in prima battuta e poi i magistrati, saranno chiamati a risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale non più solo nei casi in cui si sia verificata la privazione della libertà personale, ma in tutti casi in cui abbiano causato un danno ingiusto. La responsabilità si porrà, però, come indiretta. Sarà, infatti, lo stato a rivalersi in un secondo momento sul magistrato interessato. Rivalsa che potrà arrivare a comprendere fino al 50% dello stipendio annuo, al netto delle trattenute fiscali, ma che nel caso in cui venisse effettuata mediante trattenuta dallo stipendio non potrà eccedere un terzo del compenso netto. Al fine, però, di stabilire la sussistenza della responsabilità per violazione di legge e del diritto dell’Ue dovrà essere valutato il grado di chiarezza e precisione delle norme violate, nonché della inescusabilità e della gravità dell’inosservanza. In caso di violazione manifesta del diritto Ue dovrà, inoltre, essere considerata anche della mancata osservanza dell’obbligo di rinvio pregiudiziale e dell’interpretazione delle norme eventualmente date dalla Corte di giustizia Ue. Cadono, inoltre, i vincoli di ammissibilità per la domanda di risarcimento danni. Norma che, però, ad avviso del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini «rischia di portare ad un eccesso di cause che potrebbero essere intentate per responsabilità civile dei magistrati». Soddisfatto, invece, dell’impianto normativo, il relatore di maggioranza Danilo Leva (Pd), secondo cui «il testo è rigoroso ed equilibrato».

FONTE: http://www.assinews.it/articolo_stampa_oggi.aspx?art_id=28383

 

Lo scorso venerdì il Governo ha varato un disegno di legge che mira a stimolare la concorrenza in alcuni settori, l’obiettivo sarebbe quello di avvantaggiare i consumatori. Molte novità per le assicurazioni che però, dalle prime indiscrezioni, sembrano andare incontro soprattutto alle richieste delle compagnie

Assicurazioni moto, le novità del Governo Renzi
Ecco le modifiche
Per “costringere” le assicurazioni a offrire polizze più vantaggiose per i consumatori il Governo ha varato il disegno di legge denominato “Concorrenza” che punta a stimolare la concorrenza in alcuni settori, tra cui quello delle assicurazioni RC auto. L’obiettivo è quello di ridurre i prezzi delle polizze, ma le soluzioni proposte sono, per lo più, quelle proposte più volte dalle assicurazioni, non siamo pertanto troppo  ottimisti…
In ogni caso nel disegno di legge si parla di sconti “obbligati” che le assicurazioni dovranno offrire nel caso i consumatori accettino alcuni controlli. Tra questi l’installazione della “scatola nera” che rileverà e registrerà i dati del veicolo in movimento e l’obbligo di effettuare le riparazioni dei danni presso officine convenzionate (le associazioni degli autoriparatori sono già sul piede di guerra…). Sull’importo reale degli sconti il testo di legge è vago e parla solo di “riduzioni significative”. Il Codacons però ha già fatto sapere che gli sconti “promessi” con l’installazione della scatola nera, in realtà verrebbero azzerati dai costi di gestione della stessa, pari circa a 75 euro all’anno. Il disegno di legge punta anche a regolamentare chiaramente gli importi da liquidare in caso di invalidità, prepariamoci quindi a vedere una pesante riduzione dei risarcimenti: con questa norma il Governo andrà incontro a uno dei cavalli di battaglia della assicurazioni… Altre modifiche alle norme della RC andranno a toccare l’individuazione dei testimoni dei sinistri e il sistema delle classi di merito. Per saperne di più non ci resta che attendere la definitiva approvazione da parte del parlamento di questo disegno di legge.
FONTE: http://www.insella.it/news/assicurazioni-moto-sconti-ai-piu-virtuosi

 

ROMA – Il Governo esulta per l’approvazione del decreto sulla concorrenza, ma i precedenti non sono esaltanti. In passato l’obiettivo delle liberalizzazioni di favorire i consumatori non è stato raggiunto. È quanto sostiene la Cgia di Mestre, che denuncia come, “ad eccezione di quelli dei medicinali e della telefonia, nei settori che negli ultimi 20 anni sono stati interessati dal processo di apertura alla concorrenza, i prezzi e le tariffe sono aumentati in misura maggiore dell’inflazione”.

ASSICURAZIONI – La situazione più “clamorosa”, continua la Cgia, è quella che si è verificata nel campo della assicurazioni dei mezzi di trasporto: dal 1994 a oggi le tariffe sono aumentate del 189,3%, a fronte di un incremento dell’inflazione del 50,1%. “In questi vent’anni – dice l’associazione – le assicurazioni sono aumentate 3,8 volte in più del costo della vita”.

BANCHE E FINANZA – Altrettanto preoccupante, continua la Cgia, è il quadro emerso dall’analisi dei servizi bancari e finanziari. Sempre dal 1994 al 2014, le tariffe sono cresciute del 115,6%, mentre l’inflazione del 50,1%. “Ciò vuol dire – spiega l’associazione – che le prime sono aumentate 2,3 volte in più rispetto alla seconda”.

AEREI – Anche i trasporti aerei, secondo le stime della Cgia, hanno fatto segnare un incremento dei prezzi molto consistente: tra il 1997 ed il 2014 sono aumentati del 71,7%. Nello stesso periodo, il costo della vita è salito del 41,5%.

AUTOSTRADE – I pedaggi autostradali, invece, sono stati interessati dalle liberalizzazioni a partire dal 1999: in questi ultimi 15 anni le tariffe sono mediamente cresciute del 69,9%, mentre l’inflazione del 36,5%.

FERROVIE – Dal 2000, anche il settore del trasporto ferroviario è stato aperto alle aziende private. Secondo la Cgia, i prezzi dei biglietti sono aumentati mediamente del 58,3%, a fronte di un incremento dell’inflazione del 33,1%.

GAS – A partire dal 2003, anno in cui ebbe inizio il processo di liberalizzazione, il settore del gas ha subito un ritocco all’insù del prezzo medio del 43,2%: l’inflazione, invece, è salita del 23,1%.

POSTE – I servizi postali, liberalizzati a partire dal 1999, hanno fatto registrare un incremento delle tariffe del 40,4%, mentre il costo della vita è salito del 36,5%.

BUS – Sul fronte dei trasporti urbani, che hanno conosciuto l’apertura del settore alle aziende private nel 2009, in appena cinque anni l’aumento medio dei biglietti è stato del 27,3%, ma la dinamica dei prezzi è cresciuta del 9%.

ELETTRICITÀ – L’ energia elettrica, infine, è l’ultimo settore dove il costo della vita è cresciuto meno dell’incremento della tariffa. Dal 2007 ad oggi, i prezzi sono saliti del 13,6%, mentre le bollette elettriche del 21%.

TELEFONIA E MEDICINALI – Le uniche note positive, sostiene la Cgia, sono quelle rilevate nei settori della telefonia (-23%) e dei medicinali (-12,1%), con l’inflazione che è aumentata rispettivamente del 38,8% e del 50,1%.

Vedremo se le liberalizzazioni di Renzi avranno effetto più positivo di quelle di Bersani e di altri ministri, ma i precedenti non sono, onestamente, molto incoraggianti.

fonte: FIRENZEPOST DI CAMILLO CIPRIANICRONACA, ECONOMIA

Le novità del ddl concorrenza dovrebbero favorire il libero mercato e stimolare la crescita oggi frenata dalla scarsa concorrenza.

Il disegno di legge sulla concorrenza che andrà a portare importanti cambiamenti per quanto riguarda assicurazioni, comunicazioni, poste, energia, banche, avvocati, notai e farmacie è stato presentato con un comunicato stampa.

Il comunicato stampa ufficiale annunciava che il disegno di legge “… dà attuazione, per la prima volta, al provvedimento annuale sulla concorrenza previsto dalla legge con l’obiettivo di stimolare la crescita economica frenata dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi. Le liberalizzazioni fanno crescere del 3,3% il Pil in 5 anni secondo le stime del Fondo monetario internazionale, migliorano la credibilità del Paese ed il suo rating e costituiscono un elemento importante nel giudizio della Commissione europea sulle riforme italiane”.

Quello che è da tenere presente, in ogni caso, è che si tratta di un disegno di legge e che quindi ancora non è stato approvato dal Parlamento, le linee guida di tale ddl, pertanto, potrebbero subire variazioni prima dell’approvazione.

Vediamo quali sarebbero le novità che tale ddl potrebbe introdurre in materia concorrenza.

Assicurazioni

Per quanto riguarda le assicurazioni sono previsti sconti sulla Rc auto di chi installa sulla propria automobile la scatola nera. Il dubbio che si presenta, però, è che gli sconti potrebbero essere vanificati dai costi d’installazione della scatola nera, anche se sul ddl è espressamente specificato che gli sconti dovrebbero essere maggiori dei costi. Che sicurezze, al riguardo, si possono avere se non si quantificano gli sconti e i costi?

Sempre in materia assicurazioni una novità che si aspettava da tempo: allo scadere della polizza principale ci sarà la possibilità di recedere dalle polizze accessorie.

Comunicazioni

In campo comunicazioni, e in particolare telefonia, nel ddl poche sono le novità se si esclude l’obbligo dei gestori di acquisire la prova del consenso del cliente qualora ci fossero addebiti di costi di servizi in abbonamento offerto da terzi.

Nota negativa è la menzione a “penali” mentre fino ad ora si parlava solo di “spese” in caso di passaggio ad altro operatore prima della scadenza contrattuale.

Poste

Si cerca di arginare il monopolio di Poste spa, almeno per quel che riguarda l’invio di notifiche e atti giudiziari.

Energia

La fine del mercato tutelato è fissata per il 2018. L’inizio del libero mercato dovrebbe favorire i costi più bassi e la qualità dei servizi, ma quello che ci rimandano le indagini dell’AEEG: i costi del mercato tutelato sono più bassi di quello libero. Inoltre truffe e illeciti sono più frequenti nel libero mercato.

Sicuramente un gap che nei prossimi 3 anni dovrà essere in ogni modo superato.

Avvocati

Se oggi il preventivo è solo su richiesta, con il ddl diventerebbe obbligatorio, ma poco cambia per i consumatori. Cambia invece qualcosa l’introduzione di società multi professionali che potrebbero favorire offerte economiche più convenienti per i clienti.

Notai

Gli atti per cui è richiesta la presenza di un notaio saranno ridotti.

Farmacie

Un unico soggetto potrà avere più di 4 licenze di titolarità, viene, inoltre, consentito l’ingresso di soci con capitale. La liberalizzazione, però, sembra riguardare più chi f business con i medicinali che i consumatori.

 

fonte: INVESTIREOGGI del 23 febbraio 2015

– Circa 11,4 milioni di americani hanno sottoscritto una polizza assicurativa privata durante la seconda «finestra» annuale prevista dall’Obamacare, la riforma della sanità varata dal presidente Barack Obama. Come riporta il Financial Times, la cifra supera l’obiettivo di 9 milioni fissato dall’amministrazione per il secondo arco temporale in cui sottoscrivere i piani, ma comunque al di sotto dei 12 miloni attesi dal Congressional Budget Office, l’organismo di analisi del Congresso americano. I dati «danno la misura di quanto gli americani desiderino assicurazioni accessibili e con costi contenuti. L’Affordable Care Act (questo il nome ufficiale dell’Obamacare) funziona e funziona un pò meglio del previsto. Di sicuro meglio di quello che sostenevano i critici», ha detto Obama.

ONLINE NEWS 20/02/2015