24/06/2015 07:20

Assicurazioni fuori dalla crisi, ma l’Rc Auto non scende

L’Istituto per la vigilanza: l’Italia è il Paese dalle tariffe più alte nel confronto internazionale

Segno più per la raccolta premi delle assicurazioni: nel 2014 ha sfiorato i 150 miliardi di euro, segnando un più 20 per cento sul 2013. Un risultato decisamente migliore di quello medio europeo. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), nella relazione sull’attività svolta.
L’istituto va oltre: la crisi del biennio 2011-2012 è ormai superata. Precisando, però, che l’aumento è tutto nel comparto “vita”: le polizze per danni, in particolare quelle per Rc auto, restano su una linea di tendenza discendente.
Secondo l’Ivass nei rami “danni” non automobilistici la cronica sottoassicurazione degli italiani non accenna a mutare. Nel 2014 sono stati pagati premi pari solo all’1 per cento del Pil, molto meno della metà che in Francia e in Germania.
Eppure, ha fatto notare il presidente dell’istituto Salvatore Rossi, “osserviamo fenomeni preoccupanti, come il ritrarsi degli assicuratori nazionali dal segmento della responsabilità civile sanitaria (medical malpractice), associato a un maggior ricorso o all’autoassicurazione o a prodotti offerti da operatori che hanno la veste giuridica di compagnie di altri Paesi dell’Unione europea ma sono in realtà diretti dall’Italia e talora poco affidabili”.
Lo scorso anno sono aumentati anche gli investimenti delle compagnie assicurative: la loro consistenza complessiva alla fine del 2014 aveva raggiunto i 630 miliardi di euro, quasi il 12 per cento in più rispetto alla fine del 2013.
“Le compagnie stanno cercando di riequilibrare la composizione dei loro portafogli, che nel confronto europeo appaiono sbilanciati a favore dei titoli di Stato – ha rilevato il presidente Ivass -. Lo fanno per ridurre il rischio di concentrazione ma anche per ricercare rendimenti più alti”.
Ma la Rc Auto non scende di prezzo, diventato ormai un vero e proprio caso.
“Da molti anni l’Italia è il Paese dalle tariffe più alte nel confronto internazionale; giocano molti fattori, fra tutti l’abnorme presenza – ha spiegato Rossi – di frodi perpetrate ai danni delle compagnie da una minoranza, cospicua e aggressiva, di assicurati”.

Segno più per la raccolta premi delle assicurazioni: nel 2014 ha sfiorato i 150 miliardi di euro, segnando un più 20 per cento sul 2013. Un risultato decisamente migliore di quello medio europeo. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), nella relazione sull’attività svolta.

L’istituto va oltre: la crisi del biennio 2011-2012 è ormai superata. Precisando, però, che l’aumento è tutto nel comparto “vita”: le polizze per danni, in particolare quelle per Rc auto, restano su una linea di tendenza discendente.

Secondo l’Ivass nei rami “danni” non automobilistici la cronica sottoassicurazione degli italiani non accenna a mutare. Nel 2014 sono stati pagati premi pari solo all’1 per cento del Pil, molto meno della metà che in Francia e in Germania.

Eppure, ha fatto notare il presidente dell’istituto Salvatore Rossi, “osserviamo fenomeni preoccupanti, come il ritrarsi degli assicuratori nazionali dal segmento della responsabilità civile sanitaria (medical malpractice), associato a un maggior ricorso o all’autoassicurazione o a prodotti offerti da operatori che hanno la veste giuridica di compagnie di altri Paesi dell’Unione europea ma sono in realtà diretti dall’Italia e talora poco affidabili”.

Lo scorso anno sono aumentati anche gli investimenti delle compagnie assicurative: la loro consistenza complessiva alla fine del 2014 aveva raggiunto i 630 miliardi di euro, quasi il 12 per cento in più rispetto alla fine del 2013.

“Le compagnie stanno cercando di riequilibrare la composizione dei loro portafogli, che nel confronto europeo appaiono sbilanciati a favore dei titoli di Stato – ha rilevato il presidente Ivass -. Lo fanno per ridurre il rischio di concentrazione ma anche per ricercare rendimenti più alti”.

Ma la Rc Auto non scende di prezzo, diventato ormai un vero e proprio caso.

“Da molti anni l’Italia è il Paese dalle tariffe più alte nel confronto internazionale; giocano molti fattori, fra tutti l’abnorme presenza – ha spiegato Rossi – di frodi perpetrate ai danni delle compagnie da una minoranza, cospicua e aggressiva, di assicurati”.

 

 

 

Assicurazioni. Crisi superata. Giù le polizze Rc Auto, che restano però le più care d’Europa

di Anna Marino

Crisi alle spalle, ma ora bisogna guardare al futuro. Per le compagnie assicurative italiane la crisi del biennio 2011-2012 è superata. Lo ha assicurato il presidente dell’IVASS, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, Salvatore Rossi, sottolineando che “la raccolta premi 2014 è stata decisamente migliore della media europea”: quasi 150 miliardi di euro, il 20% in più rispetto al 2013, anno in cui già la raccolta era cresciuta. “Si sfiora il 9% del PIL”.”In testa agli aumenti il comparto vita”. E questa è la parte positiva. Le polizze per danni, in particolare quelle per RC Auto, “restano invece su una linea di tendenza discendente”. E questa è la parte dolente. Infatti le tariffe delle polizze RC Auto sono ancora scese, ma i prezzi restano i più cari d’Europa. A tal proposito, Rossi ha spiegato che giocano molti fattori, fra tutti “l’abnorme presenza di frodi perpetrate ai danni delle compagnie da una minoranza, cospicua e aggressiva, di assicurati”. E si risparmia cambiando compagnia. Inoltre le compagnie sono recalcitranti a diversificare le proprie attività. Senza contare che nel futuro delle assicurazioni peseranno poi due fattori potenzialmente rivoluzionari: le nuove regole comunitarie che cambiano bilanci e e governance per la trasparenza e la solvibilità e le nuove tecnologie che permettono di fare tutto on line. Infine un altro sguardo al futuro: il presidente IVASS Rossi sottolinea che “E’ fondamentale che le più giovani generazioni abbiano piena consapevolezza di dover investire il proprio risparmio tra assicurazioni e previdenza e di dover risparmiare più dei propri genitori”.

 

NOTIZIE | GR24

Assicurazioni, Ivass: ‘Si allontanano da loro missione. Rischi a carico del cliente’

 

Salvatore Rossi, presidente dell’istituto di vigilanza sul settore, nella relazione annuale ha detto che la caduta dei tassi spinge le compagnie a offrire meno polizze con garanzie minime di rendimento. Perché “sono costose” e le nuove regole contabili comportano un maggior assorbimento di capitale. Rinviate all’assemblea Ania del 2 luglio le osservazioni sulla tutela degli assicurati

Innovazione tecnologica e andamento dei tassi d’interessestanno profondamente trasformando il sistema assicurativo, arrivando a metterne in discussione la sua stessa natura. A dirlo èSalvatore Rossi, presidente dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), nella presentazione della relazione annuale sull’attività svolta. Una relazione importante, che con garbo fissa diversi punti d’attenzione, per non dire di preoccupazione, sull’evoluzione del settore e del suo ruolo economico-sociale. La caduta dei tassi spinge i gruppi del settore a cercare investimentialternativi, sconfinare nel campo dell’offerta del credito e, al tempo stesso, non offrire più polizze con garanzie minime di rendimento perché “sono costose per le compagnie, dati i bassi tassi d’interesse e l’assorbimento di capitale imposto dalle nuove regole”.

L’effetto è che nei rami Vita nel 2014 si è registrato un raddoppio delle polizze unit linked, cioè di “prodotti finanziari che tendono a porre il rischio a carico dell’assicurato”, sottolinea Rossi, osservando come in questo modo “ci si allontana dalla natura e dalla missione delle assicurazioni nate per trasferire emutualizzare i rischi dei singoli, proteggere i loro risparmi, ridurre l’incertezza sul futuro”. Un’evoluzione dettata da scelte razionali compiute nell’interesse dei conti aziendali, dice il presidente dell’Ivass. “Tuttavia non possiamo non interrogarci su tendenze che in ultima analisi priverebbero la nostra società di un servizio ad alto valore: l’investimento del risparmio con finalità assicurativo-previdenziali”. A prescindere dal livello dei tassi d’interesse Rossi invita dunque le assicurazioni a dare un maggior contributo alle gestioni previdenziali portando così benefici alwelfare pensionistico: “Le compagnie di assicurazione sono da sempre attrezzate al rilascio di garanzie demografico-finanziarie, l’Ivass controlla sia il livello della garanzia sia l’adeguatoaccumulo di riserve, quindi la sostenibilità nel tempo degli impegni”. Un esplicito invito ad avere più coraggio e a pensare a nuovi tipi di offerta.

Per quanto riguarda invece le polizze sulla perdita dell’autosufficienza in età avanzata, Rossi chiede incentivi fiscali: “E’ un buon affare per l’erario nella misura in cui stimola transazioni altrimenti non realizzate, consentendo inoltre risparmi dal lato delle prestazioni sanitarie pubbliche”. Insomma, sull’aspetto welfare la relazione è ricca di spunti e mette in luce diversi problemi, tra cui “il ritirarsi degli assicuratori nazionali dal segmento della responsabilità civile sanitaria, associato o a un maggior ricorso all’autoassicurazione o a prodotti offerti da operatori che hanno la veste giuridica di compagnie di altri Paesi dell’Unione europea ma sono in realtà diretti dall’Italia e talorapoco affidabili”. Un problema che in ultima istanza ricade suimalati.

Rossi in questa presentazione non ha voluto però “toccare i rapporti fra compagnie, intermediari e clientela né la tutela pubblica di quest’ultima”, perché intende farlo all’assemblea dell’Ania(l’associazione delle imprese assicuratrici) il prossimo 2 luglio. Una scelta, questa, forse poco istituzionale dato che la tutela degli assicurati è lo scopo istitutivo dell’Ivass e come tale dovrebbe informare gran parte della relazione, ma tant’è.

Per il momento Rossi ha preferito concentrarsi sull’industria assicurativa, le sue trasformazioni e la sfida di Solvency 2, le nuove regole contabili che entreranno in vigore all’inizio del prossimo anno. Una sfida complessa anche sul fronte dell’organizzazione interna delle aziende e delle stesse modalità con cui si svolge la vigilanza, chiamata a lavorare a stretto contatto con le compagnie nella valutazione dei rischi. Un lavoro “sinergico” foriero di potenziali conflitti d’interesse di cui però Rossi ha scelto di non parlare, rivendicando piuttosto quanto fatto per trasformare l’istituto in questi ultimi due anni e mezzo, da quando cioè l’Isvap e le sue funzioni sono state assorbite dalla Banca d’Italia, di cui l’Ivass è una costola (lo stesso Rossi è il direttore generale di Bankitalia).

E quanto fatto non è poco: l’istituto è intervenuto per snellire leprocedure di liquidazione coatta delle compagnie (su 58 procedure, 14 sono iniziate oltre 30 anni fa), è stata rivista la regolamentazione per rendere i commissari più autonomi, sono stati sostituiti 25 commissari liquidatori e 60 componenti deicomitati di sorveglianza, mentre prosegue l’opera di modernizzazione dell’assetto organizzativo dell’Ivass stessa, delle sue infrastrutture e dei suoi servizi informatici. “Siamo inoltre intensamente impegnati ad applicare efficacemente alla nostra organizzazione le norme anti-corruzione e pro-trasparenzarecentemente introdotte nell’ordinamento”, chiosa Rossi, sottolineando anche come sul fronte delle sanzioni ai vigilati sia indispensabile un intervento legislativo perché la legge attuale “fissa sanzioni pecuniarie solo a carico delle imprese e non delle persone fisiche degli amministratori o dirigenti”. E per di più in una misura così minima da far venire meno ogni effetto di deterrenza.

Tuttavia è nell’interpretazione del ruolo dell’istituto che il presidente dell’Ivass desta qualche preoccupazione, perché il “dosare l’intensità e l’onere dell’azione di vigilanza in proporzione alla pericolosità potenziale della situazione che si fronteggia” rischia di far sistematicamente passare in secondo piano la questione della tutela degli assicurati, che è l’obiettivo fondante dell’Ivass. Di questo, per la verità, sembra accorgersi lo stesso Rossi quando avverte che “la proporzionalità non può mai spingersi fino a non applicare le norme. Solvency2 è un regime basato su principi, la proporzionalità influisce sulle modalità con cui gli obiettivi della vigilanza sono perseguiti, non li rende in alcun caso irrilevanti”. Un ammonimento alla lobby assicurativa che però non tranquillizza per nulla gli assicurati e i risparmiatori, che hanno ben in mente ciò che è accaduto in questi anni, gli aumenti dei costi e come la discrezionalità delle autorità di controllo abbia consentito operazioni come la fusione Unipol-FondiariaSai,gruppo verso il quale si continua ad avere un occhio di riguardo perfino quando non rispetta i vincoli posti dalla stessa Ivass presieduta da Rossi che, senza indugio, ha consentito all’amministratore delegato Carlo Cimbri di mantenere la doppia poltrona per un altro anno. Vedremo il 2 luglio, di fronte alla platea dell’Ania, che cosa Rossi avrà da dire sulla tutela degli assicurati che in Italia sembra tornata all’anno zero anche per effetto deldecreto Competitività.

 

IlFattoQuotidiano.it / Economia & Lobby / Lobby

 

Con il provvedimento n. 0047185 del 29 maggio 2015, IVASS ha disposto una serie di misure restrittive nei confronti di Assicuratrice Milanese. Tenuto infatti conto “delle criticità emerse con riguardo all’offerta e all’esecuzione dei contratti relativi alla polizza “Responsabilità Civile Professionale Medico”” commercializzata dalla compagnia, l’Istituto ha disposto, ai sensi dell’art. 184, comma 2, del Codice delle Assicurazioni:

  • il divieto, a partire dalla data del provvedimento, di commercializzare la polizza“RCP medico”;
  • il divieto di rinnovo automatico per i contratti in essere relativi alla polizza di cui al precedente alinea, che rechino clausole di proroga tacita, previa formulazione di apposita disdetta nel rispetto dei termini contrattuali;
  • la promozione della massima pubblicità del presente provvedimento, anche attraverso la pubblicazione sul sito internet dell’impresa.

Il provvedimento – segnala il documento dell’Istituto – conserva la sua efficacia “fino a che l’IVASS non accerti, previa trasmissione di appositi riscontri documentali, la corretta implementazione, da parte di Assicuratrice Milanese S.p.A., delle misure correttive volte a perseguire i seguenti obiettivi”:

a) effettuare “una revisione critica dei prodotti commercializzati, ridisegnando prodotti più specificamente calibrati” in funzione dei differenti target di clienti a cui sono destinati e delle specifiche esigenze di copertura manifestate (prevedendo ad es. la costruzione di due distinti prodotti, uno riguardante i rischi derivanti dall’attività svolta dai medici presso strutture pubbliche o private, l’altro concernente l’attività di tipo ambulatoriale svolta dai professionisti);

b) adottare “particolare cautela nella fase assuntiva dei rischi”, verificando, caso per caso, l’adeguatezza del prodotto offerto rispetto alle specifiche esigenze dei singoli professionisti e prevedendo, a tal fine, anche apposite domande nel modulo di adeguatezza per accertare l’esistenza di altre coperture di “primo rischio” (personali o della struttura di appartenenza);

c) indicare “con chiarezza, sia nel modulo di adeguatezza che nelle condizioni di contratto”, che in mancanza di una copertura di “primo rischio” la polizza non è operativa per i medici che operino esclusivamente all’interno di una struttura sanitaria;

d) impartire “adeguate istruzioni alla rete di distribuzione per le verifiche sull’adeguatezza del prodotto” rispetto alle specifiche esigenze del cliente e per la corretta gestione dell’informativa precontrattuale;

e) in fase di concreta attuazione dei presidi di controllo demandati all’Alta Direzione per la verifica del corretto operato della rete di vendita e dei liquidatori, “individuare soluzioni idonee ad assicurare il rispetto dei previsti obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nonché dei principi indicati nel nuovo documento di policy liquidativa elaborato dal Consiglio”. Funzionale al raggiungimento di tale obiettivo – segnala IVASS – appare “la definizione ex ante, nel regolamento operativo dell’area sinistri, delle situazioni in cui può essere incontrovertibilmente eccepita l’inoperatività della polizza da parte dei legali esterni e la revisione dei criteri di determinazione della penale prevista per evitare comportamenti dilatori nella gestione dei sinistri da parte degli outsourcer (ad esempio considerando ai fini del calcolo della penale tutti i sinistri e non solo quelli della “serie 2015”)”.

Con riguardo ai tempi e ai modi in cui le misure descrittte andranno implementate – conclude il documento dell’Istituto –, l’impresa è stata invitata a produrre, entro 90 giorni dalla data della ricezione del provvedimento, ogni utile documentazione idonea a comprovare l’adozione delle misure richieste e la loro idoneità a superare i profili di violazione e di irregolarità accertati.

Intermedia Channel

Da lunedì le auto vigili saranno dotate del sistema di lettura automatica delle targhe che smaschera i trasgressori

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Si sta consumando l’ennesima fregatura per i consumatori, con somma soddisfazione per i poteri forti. In questo caso parliamo di assicurazioni e del regalo che stanno ricevendo con la parte del decreto Concorrenza stralciata a suo tempo e che sta passando in questi giorni all’esame del Parlamento.(http://www.cuneocronaca.it/notizia.php?nID=1590)

Le finalità del disegno di legge “concorrenza” vengono esplicitate nell’incipit all’art. 1: “la presente legge interviene a rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo economico della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi del diritto dell’Unione europea in materia di libera circolazione, concorrenza e apertura dei mercati, nonché alle politiche europee in materia di concorrenza”.

Bene, chiunque a questo punto potrebbe pensare che finalmente si stia mettendo un freno allo strapotere delle assicurazioni e che il consumatore finale potrà trarre ampi benefici dalla concorrenza con l’abbassamento delle tariffe, con regole chiare per la liquidazione dei sinistri e con procedure snelle e tempistiche brevi.

Niente di tutto ciò!

Nonostante il numero dei sinistri sia diminuito progressivamente negli ultimi dieci anni di circa il 30%, che il numero di morti per incidenti stradali sia diminuito di quasi il 50% nonostante l’aumento del parco di veicoli circolanti del 20%, il prezzo delle assicurazioni in Italia è aumentato del 27,90%, contro una media europea del 13,60%!

Ed ecco che invece di invitare le compagnie di assicurazione a rivedere le loro tariffe al ribasso, si vuole imporre al consumatore una serie di vincoli che limitano la sua libertà ed incidono fortemente sulla sua sfera privata.

Viene previsto, infatti, che le assicurazioni dovranno applicare sconti “significativi” nel caso in cui, per esempio, vengano installati meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo (scatola nera) oppure meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motore a seguito del riscontro del tasso alcolemico superiore ai limiti di legge oppure che si sottoscrivi la rinuncia a cedere il credito alle officine di riparazione così costringendo il danneggiato ad andare a farsi riparare il veicolo da un carrozziere scelto dall’assicurazione, con prezzi imposti dall’assicurazione (con tutti i rischi connessi alla qualità della riparazione stessa).

Ma i pericoli vengono anche da altre parti e sono quelli relativi alla prova del danno ed alle limitazioni, poste dal testo normativo in discussione, al regime probatorio.

Pensate che in un eventuale giudizio volto all’ottenimento del risarcimento del danno a seguito di un sinistro stradale, saranno ammessi unicamente i testimoni indicati nella denuncia del sinistro all’assicurazione; la scatola nera montata sul veicolo, poi, avrà un valore probatorio assoluto. La norma incide anche sull’ammontare del risarcimento imponendo dei valori per punto di invalidità inferiori a quelli attualmente utilizzati nei Tribunali d’Italia.

Noi riteniamo che tali obblighi siano fortemente limitativi della libertà delle persone e che debbano essere attentamente valutati, andando a modificare quelle parti del decreto che contrastano con tale principio, salvaguardando lo spirito della riforma: promuovere lo sviluppo della concorrenza e garantire la tutela dei consumatori.

Questo è il nostro impegno, sempre!

Movimento Consumatori Sezione di Cuneo, Via Carlo Emanuele III n. 34 – 0171.602221

 

fonte: http://www.cuneocronaca.it/notizia.php?nID=1598

Ci sarà anche l’aggiornamento in tempo reale della banca dati delle coperture assicurative

di

Dal primo giugno il documento relativo al Rc Auto potrà essere inviato via Twitter, Facebook e Whatsapp. Le modalità di invio a scelta tra quelle proposte dall’Ivass sono la posta elettronica, l’app per smartphone e il social network

Rc Auto – “Dal primo giugno l’attestato di rischio degli automobilisti potrà essere inviato anche via Twitter, Facebook e Whatsapp“. Parola di Antonio De Pascalis, capo del servizio studi Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che ha detto come il documento sarà disponibile per gli assicurati principalmente sul sito web della compagnia, ma andrà prevista anche un’altra modalità di invio a scelta tra quelle proposte dall’Ivass: posta elettronica, app per smartphone e social network.

Quella dei social network è una modalità già utilizzata per altri fini da alcune assicurazioni e non escludo che potranno essere usati anche per l’invio degli attestati di rischio,” ha detto Dario Focarelli, direttore generale di Ania. Ciononostante l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha confermato che l’attestato potrà comunque continuare ad essere consegnato in formato cartaceo a chi ne farà richiesta alla propria assicurazione. Dal 18 aprile arriva anche una novità anche riguardo l’aggiornamento in tempo reale della banca dati delle coperture assicurative. Infatti, i dati presenti nell’archivio digitale di Ania verranno automaticamente comunicati alla motorizzazione e, quindi, fino ad ottobre, consentirà di omologare il sistema dei controlli via autovelox, tutor e zone a traffico limitato con la banca dati e di rendere quindi le verifiche più efficienti.

Inoltre, l’Ivass ha chiesto alle compagnie assicurative di rimborsare gli automobilisti che hanno sottoscritto polizze civetta, o meglio quelle concesse gratis per un anno all’acquisto di una nuova auto, ma non garantite dalla legge Bersani. Ma anche se le assicurazioni dovessero accettare, per una legge di 54 anni, restitueranno solo il 70%.

26th aprile, 2015